Va bene, trasferirsi all’estero è una bellissima esperienza, impari cose, conosci il mondo, migliori la lingua, cresci. Insomma, una gran figata. È tutto bellissimo…finché non ti rendi conto che devi fare la valigia.Nonostante i mille voli presi, i viaggi lunghi o corti che siano stati, la valigia è ancora il mio incubo. Figuriamoci poi se bisogna trasferirsi! Entrambe le volte che sono partita per studiare all’estero (trovate qui i resoconti su Cina e Scozia) fare la valigia per un anno intero è stata la cosa più difficile, e ci sono certe cose che avrei voluto sapere. Ok, forse la prima volta sarebbe dovuta servirmi come lezione, invece no.

Quindi ecco qui i miei consigli per fare una valigia perfetta decente per trasferirsi all’estero per un anno. Perfetta non sarà mai, mettetevi l’animo in pace, prima o poi inventeranno qualche aggeggio per risucchiare l’armadio intero… spero!

Prima di iniziare vorrei ringraziare la mia omonima Veronica, autrice del blog Il profumo del Tatami che ha organizzato quest’iniziativa “La valigia dell’expat” per dare consigli sulla valigia a chi si trasferisce. A fine post trovate tutti i consigli delle altre expat 🙂 Ed ora cominciamo con i miei!

Partire-per-un-anno

Le basi

Quando devi uscire passi ore davanti all’armadio pensando “non ho niente!”, poi inizi a fare la valigia e il tuo armadio si trasforma nell’armadio gigante di Carrie Bradshow o nel guardaroba segreto di Hanna Montana (scusate ma rende bene l’idea) e sembra tutto estremamente necessario. Pensa a quello che è davvero fondamentale, non quello che ti sembra irrinunciabile anche se non l’hai mai utilizzato. Quali sono i capi che utilizzi di più? Quelli sono sicuramente i primi da inserire!

Questa è la parte più facile, ovvero selezionare quei capi che metti in qualsiasi stagione e occasione, quelli che se ti ci separassi ti si spezzerebbe il cuore che nemmeno Rose dopo aver fatto morire Jack al posto suo.  O Leonardo di Caprio quando non ha vinto l’oscar con The Wolf of Wall Street. O come quando sei in astitenza da pizza. Sì insomma, avete capito.

Avete selezionato i vostri capi preferiti: il giubbetto rosso super caldo, i pantaloni gialli che vi piacciono tanto, il maglione blu che fa risaltare il colore dei vostri occhi e la sciarpa ad arcobaleno di unicorno. Magari no. Non potendo portare tutto l’armadio, cercate di scegliere cose che stanno bene un po’ con tutto, o di creare degli outfit già abbinati.

Io amo vestirmi colorata, ma quando stavo preparando la valigia lo scorso anno già mi immaginavo Enzo Miccio che mi rincorreva per tutta Glasgow gridandomi “Ma come ti vesti!?”.

L’unica che può vestirsi di mille colori diversi ed essere magnifica è Burano.

Avete messo in valigia i vostri due maglioni preferiti e la valigia è già piena. Niente paura! Comprate i sacchetti da sottovuoto e aspirate. Lo scopo è ricreare l’effetto della quantità di gente spappolata nella metro di Pechino. D’altronde se ci stanno loro lì dentro che sono 21milioni senza turisti, perché non dovrebbero starci i vostri vestiti in una valigia?

Ed ora:

Consigli valigia expat un anno

Tutto ciò che avrei voluto sapere prima di partire!

1. Non cambierai la tua vita radicalmente

Entrambe le volte mi sono portata dietro vestiti che mi piacciono molto ma che indosso poco – mai, diciamocelo – o per mancanza di comodità, oppure semplicemente perché non ne ho mai l’occasione. Ogni volta mi immaginavo una vita diversa, una me diversa, con quei vestiti tanto carini che però non indosso mai. Risultato? Riportati a casa la prima volta che sono tornata per scambiarli con qualcosa di decisamente più utile. Perché la verità è una sola: se non lo hai mai indossato, probabilmente non lo indosserai mai. Stessa cosa per tutto il resto. Mi sono perfino portata le scarpe per correre, perché non si sa mai che mi venga voglia. Io, che piuttosto che correre perdo l’autobus/treno, e che nemmeno potrei correre perché ho dei problemi a un ginocchio. Insomma, avete capito che non le ho nemmeno mai tirate fuori dalla valigia. Forse cambierete casa, ma sarete sempre la stessa persona di prima.

2. La globalizzazione non riguarda proprio tutto

Okay, hai fatto del tuo meglio per mettere le cose giuste in valigia, ora consolati pensando che i negozi sono ovunque, perciò se avrai bisogno di qualcosa avrai la scusa giusta per fare un po’ di shopping 😉 Io dalla Cina sono tornata con due giubbetti nuovi, per dire.

Ma attenzione attenzione, perché se pensiamo di trovare tutto ovunque non è sempre vero!

Della Scozia avrei voluto sapere che i lavandini hanno due rubinetti separati per acqua fredda e calda, perciò o ti ustioni o congeli. Solo dopo ho scoperto l’esistenza di alcuni aggeggi per risolvere il problema, ma aimè ormai era troppo tardi, non so quante volte ho lavato la faccia con l’acqua congelata o i denti con l’acqua bollente… a dir poco traumatico.

Un’altra cosa che facevo fatica a trovare in Scozia erano le salviettine umide. Va bene, posso capire la mancanza del bidet, ma pure le salviettine? Per fortuna c’erano quelle per i bambini! Altra cosa che facevo fatica a trovare erano le strisce depilatorie già pronte, che potrebbe anche aver senso considerando che fa sempre molto freddo, ma tant’è.

E visto che la pulizia non è tra le priorità, non ho mai trovato panni usa e getta per la polvere, tant’è che ho dovuto ordinarli da amazon e li ho pagati il doppio del normale.

La Cina, poi, è un mondo a sè. Trovi le cose più improbabili, al supermercato addirittura ci sono dei libri di esempio degli assorbenti, come quelli per scegliere le piastrelle insomma. E poi non trovi il deodorante! Per fortuna quando è venuto Dani mi sono fatta portare la scorta.

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3. Sei pur sempre italiano

Nuovo paese, nuova vita dicevamo. Per quanto tu possa negarlo, però, l’italiano che è in te non se ne andrà mai.

Prima di tutto, il cibo. Quando sono partita per la Cina non ho portato niente da casa, ma dopo poco già me ne pentivo, così Dani (veramente non so cos’avrei fatto se non fosse venuto lui visto che metà valigia era di cose per me) mi ha portato cioccolato, gocciole, caffettiera, caffè e regali di compleanno dei miei e dei miei amici.

Quando sono partita ho deciso che avrei mangiato solo cose tipiche, ma il cibo è così pesante per il nostro stomaco che quando sono tornata a casa a Natale sono ripartita con una valigia piena di pesto, tortellini, parmigiano, biscotti, insomma di tutto. In Scozia è stato decisamente più semplice, ma non abbiamo resistito a nascondere un salame tra i vestiti.

Il nostro attaccamento al nostro cibo è troppo forte per negarlo per un anno intero, perciò se vi avanza spazio considerate di portarvi qualcosa per i momenti di crisi 🙂

Secondo, le persone. Per quanto vorremmo impacchettarle e portarle con noi, non è possibile. Quello che si può portare, però, sono piccole cose per sentirle più vicine. Magari avrete dei vestiti in meno, ma non valgono minimamente quanto le foto o regali degli amici, da tenere stretti per quando la mancanza si faceva sentire un po’ di più. Entrambe le volte che sono partita queste cose sono quelle che mi hanno fatta sentire più vicina a tutti nei momenti più difficil, quando oltre alle cose belle ci sono quelle brutte.

foto ricordo partire per un anno
Il mio librone pieno di foto e frasi che le mie amiche mi hanno fatto prima di partire per la Cina
foto amici valigia per un anno consigli
Le foto delle mie amiche che mi hanno tenuto compagnia durante quest’ultimo anno a Glasgow

E in tutto questo sapete cosa mi fa più rabbia? Che ogni volta devo iniziare un mese prima a fare la valigia per farci stare tutto, invece Dani ci mette mezz’ora a dire tanto. Perché la vita per gli uomini è sempre più facile, perché?

Andate a leggere cos’avrebbero portato in valigia tutte le altre expat se avessero potuto o saputo!

Veronica vi parla della sua valigia da expat in Giappone, Isabella invece racconta la sua valigia da expat dagli Stati Uniti. Poteva mancare un’expat a Londra? Certo che no, quindi correte a leggere l’esperienza di Francesca. E poi, inaspettatamente, due racconti dalla mia amata Cina, uno di Antonella e l’altro di LuCina, che vivono entrambe a Suzhou.

Piccolo spoiler: potrebbe esserci un desiderio ricorrente per il bidet! 🙂  

E voi, cosa avreste voluto sapere prima di trasferirvi o passare molto tempo in un altro paese?

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