Se ancora non fosse chiaro, io amo la Cina, alla follia.

Quello con i cinesi, invece, è sempre stato un rapporto di amore-odio.

La prima volta che sono stata a Pechino a fare una vacanza studio sono tornata dicendo: “La Cina è bellissima, a parte per i cinesi”.  Il primo approccio con questo popolo è sempre traumatico e probabilmente questo è quello che pensano tutti al primo contatto con loro.

Dopo aver studiato per un anno in Cina, invece, dopo aver vissuto tra di loro, dopo aver stretto amicizie con cinesi ovunque sia andata, continuo a restare affascinata da questo popolo.

I cinesi hanno tanti difetti, di sicuro la gran parte di loro, quelli non scolarizzati, ha un livello di civiltà molto basso dal punto di vista occidentale, anche se gli stereotipi più comuni sui cinesi sono sbagliati. Hanno dei difetti come tutte le persone di tutti i popoli, ma sono di una gentilezza incredibile.

Oltre le difficoltà linguistiche

Sono un popolo che comunica con te in qualsiasi modo, anche a gesti se serve. Non si tirano indietro, vogliono conoscerti. E se tu gli fai qualche domanda, sono emozionati nel vedere che ti interessi alla loro cultura.

Sono curiosi, staranno ad ascoltare qualsiasi cosa gli raccontiate e vi faranno anche domande strane come “esistono le carote in Italia?”. Quando gli direte che siete italiani, poi, vedrete la loro espressione! La verità è che pochi di loro sanno veramente dove si trova, sanno però che è una terra lontana e affascinante, e come dargli torto?

La Cina è il paese dove mentre cerchi di capire la cartina arriva una famiglia che ti accompagna in giro per la città e a fine giornata ti invita a cena a casa loro pur avendo evidenti problemi di comunicazione. Perché a cosa serve parlare, quando ci si può scambiare dei sorrisi così grandi? Dove se dimentichi lo zaino da qualche parte ti inseguono di corsa per restituirtelo.

La Cina è il paese dove le signore anziane sull’autobus si alzano per lasciarti il loro posto anche se hai vent’anni, dove gli altri passeggeri ti indicano un posto libero, ti fanno segno di stare attento a picchiare la testa.

La Cina è il paese dove puoi fermarti a parlare con signore anzianissime di una minoranza le cui donne non tagliano mai i capelli, farti spiegare la loro cultura e mostrare come se li arrotolano sulla testa. “Siamo brutte, abbiamo i capelli bianchi ora”, invece erano radiose.

La Cina è quel paese dove ti basta farfugliare un ni hao per essere accolto a braccia aperte. Dove quando non capisci a che fermata devi scendere, la signora a cui hai chiesto indicazioni chiede a tutto il resto del pullman per essere sicura di indicarti quella giusta, e se finisce lontano da te te lo urla a squarciagola dal fondo dell’autobus che devi scendere proprio lì.

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Io e un signore a caso al Festival del ghiaccio e della neve di Harbin

Un’amore in comune: il cibo

Se c’è un luogo in cui capire meglio la cultura cinese è – insieme ai parchi pubblici – il treno, ancora meglio se il treno lento e notturno che prendono tutti quelli che non hanno abbastanza soldi per prendere il treno veloce. Proprio sui treni mi è capitato moltissime volte che sul treno le persone mi abbiano offerto la frutta che si erano portati per il viaggio.

Ho visto un uomo fissarmi come sempre fanno quando non sono abituati a vedere occidentali. Ecco – penso – un altro. Poi mi giro, mi sorride e mi porge un pezzo del pomelo che stava mangiando. “Sai come si mangia?”, mi chiede. Faccio di no con la testa e mi mostra come fa, poi mi porge un altro pezzo.

Quando i miei genitori sono venuti a trovarmi in Cina, appena arrivati hanno preso un taxi dall’aeroporto all’albergo dove alloggiavano. Non parlando cinese, hanno avuto un po’ di difficoltà, ma alla fine il taxista gli ha regalato delle pesche, per simpatia.

I cinesi cercheranno sempre di farti assaggiare qualsiasi cosa: per loro, la cucina (o la frutta) cinese è sempre la più buona.

Una volta ho visto salire sull’autobus una signora che aveva appena comprato al mercato una specie di pagnotta. Dopo mesi e mesi di ciotole di riso, ho iniziato a fissarla chiedendomi se fosse vero o se avessi le allucinazioni. Lei mi ha vista, ne ha strappato un pezzo e  sorridendo me lo ha porto. Quando le ho detto che era buono, me ne ha dato un altro pezzo ancora più grosso.

Questa è la Cina che non ti aspetti.

I cinesi sono tante cose, sono anche tanti e sicuramente ci sono persone che non rientrano in nessuna delle categorie sopra citate, ma altrettanto sicuramente sono un popolo dal cuore grande, genuino.

Un popolo a cui va data una possibilità, andando oltre dei semplici stereotipi, andando oltre quello che crediamo di sapere per sentito dire, andando sempre oltre.

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7 Comments

  1. Grazie di averci raccontato un pezzo di Cina, la Cina delle persone, la Cina del cuore. In questi giorni le notizie che circolano fanno riferimento solo a luoghi sconosciuti, malattie, ospedali, economia a rischio. E ci dimentichiamo che stiamo parlando di persone.

  2. Non mi sono mai appassionata dell’oriente. La Cina soprattutto non mi intriga. Forse la comunità cinese della mia città si è imbruttita nel tempo, prendendo le nostre più terribili abitudini. Qui i cinesi sono schivi, musoni, prepotenti. Anche se provi ad aprirti con loro, rimangono sempre sfuggenti, sulla difensiva. Sei stata fortunata a trovare sorrisi in ogni dove. Quando in un luogo ti senti a casa, sei nel posto giusto. Chissà un giorno magari prenoterò un volo per vedere di persona il vero carattere dei cinesi.

  3. ma sai che leggendo il tuo articolo mi sono un pò riconciliata con i cinesi che anche io ho sempre definito un pò rozzi. Ho molti contatti con loro, soprattutto con le donne per lavoro e mi sono ritrovata nella tua descrizione dei sorrisi. Soprattutto ho riconosciuto l’abitudine a fare piccoli regali che all’inizio mi lasciavano un pò perplessa: un rossetto comprato al duty free, le caramelle dell’albergo, un paio di calze perché la volta prima avevo detto che mi piacevano le sue. Credo che tu abbia ragione, bisogna conoscere un pò di più per capire meglio.

  4. Qualche anno fa ho avuto la fortuna di fare un viaggio di quasi due mesi in Cina e ho trovato i cinesi davvero molto molto gentili. In diverse occasioni hanno cercato di andare al di là della barriere linguistica, a gesti (come hai scritto tu) o improvvisando un traduttore automatico direttamente sul cellulare. In tante occasioni poi, durante spostamenti lunghi e sfiancanti, si è sempre palesato qualcuno che voleva a tutti i costi offrirmi qualcosa da mangiare. Questi sono solo un paio di esempi, ma… La Cina ed i cinesi mi sono rimasti nel cuore per tanti piccoli gesti!

  5. La Cina è assolutamente in cima alla mia bucket list e se non fosse stato per gli ultimi eventi avrei già prenotato il volo. Tanto è tutto solo rimandato e sono davvero curiosa di scoprire questi aspetti del popolo cinese che hai descritto. Purtroppo i cinesi in vacanza in giro per il mondo non mi sembrano essere l’esempio più virtuoso ma sono certa che dopo un viaggio nel loro paese potrò ricredermi.

    • Diciamo che non è stato difficile trovare i lati positivi, la maggior parte dei cinesi che ho conosciuto o semplicemente incontrato durante i viaggi in Cina sono sempre stati molto molto gentili

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