Il Delta del Mekong, quella zona selvaggia, quell’acqua così marrone e sporca che scorre tra una giungla di palme fitta e verdissima. Quante volte l’ho visto nei film, ne ho letto nei libri, ho desiderato di trovarmi su una barchetta di legno che navigava tra le sue acque. Che emozione enorme riuscire ad esaudire un desiderio e trovarsi proprio lì.

Il Vietnam non era tra i primi paesi che desideravo visitare, ma non appena Dani mi ha detto che avrebbe voluto andare proprio lì, il mio pensiero è andato subito a lui, il Mekong.

Il nostro itinerario nel Delta del Mekong

La regione del Delta del Mekong è enorme, infatti si estende per circa 40.000 km² ed offre scenari unici. Per questo decidere cosa visitare è molto difficile.

Noi gli abbiamo dedicato tre giorni e lo abbiamo girato in autonomia. Con il senno di poi si è rivelata la scelta più giusta per noi. I tre giorni passati nel Delta del Mekong infatti sono stati tra i più belli, intensi ed emozionanti di tutto il viaggio. Ci siamo trovati in situazioni assurde, siamo entrati nella vita di tutti i giorni degli abitanti di questa regione e siamo rimasti affascinati da ogni suo angolo.

Tre giorni Mekong Delta itinerario

Questo è stato il nostro itinerario:

Prima sera: arrivo in aereo da Da Nang a Can Tho
Giorno 1: mercato galleggiante di Cai Rang e spostamento a Cai Be
Giorno 2: giro in bicicletta sull’isola di Tan Phong e spostamento a Ben Tre
Giorno 3: tour in bicicletta e in barca a Ben Tre e spostamento a Ho Chi Minh

Tanti consigliano di visitare il Vietnam partendo dal sud perché sostengono che il nord sia più bello, alcuni addirittura sostengono che la zona del Mekong sia deludente, ma per noi sono matti. Terminare il nostro mese di volontariato e viaggio in Vietnam con questi tre giorni emozionanti nel Delta del Mekong ha reso questa esperienza ancora più perfetta.

Benvenuti sul Mekong.

Già il modo in cui siamo arrivati nella regione è stato particolare, avremmo dovuto capirlo da lì che sarebbero stati tre giorni interessanti: abbiamo cambiato all’ultimo il volo e da Da Nang siamo partiti la sera stessa per arrivare direttamente a Can Tho.

All’uscita dell’aeroporto chiamiamo un taxi che ci lascia vicino alla nostra nuova homestay prenotata poche ore prima. Passiamo per la città e penso a quanto mi sembri assurdo trovare un centro così grosso e sviluppato in una regione così selvaggia. La nostra homestay però è in mezzo alla natura, fuori dal centro, vogliamo viverci il Mekong al massimo. Il taxi ci lascia su un ponticello in mezzo al nulla, è tutto buio e attorno a noi c’è solo la giungla. Chiamiamo il numero indicato su booking e un ragazzo ci dice che ci viene subito a prendere.
Dopo pochi minuti arrivano due ragazzi giovanissimi in motorino, caricano i nostri zaini ai loro piedi, ci fanno salire dietro di loro e così, di notte, senza luci se non quelle delle stelle, con l’aria tra i capelli che svolazzano senza casco, sfrecciamo in moto su stradine minuscole in mezzo alla foresta. Mi sento libera e felice, amo la vita. Benvenuti sul Mekong.

Diario di viaggio Mekong Vietnam

Il mercato galleggiante di Cai Rang

Il giorno dopo ci svegliamo alle 5 per l’escursione al mercato galleggiante di Cai Rang, il più grande e famoso della regione. Il momento migliore per visitare il mercato è tra le 6 e le 7 del mattino, dove è più pieno e c’è più movimento, per questo bisogna partire così presto.

Il primo incontro con il Mekong è proprio nel momento in cui tutto ha le sfumature del sole che nasce, sono già perdutamente innamorata di questo luogo.

Mekong Vietnam cosa vedere

La magia del Mekong si scontra con la dura realtà: inquinamento, sporcizia, plastica che galleggia. La cosa che più mi fa pensare però sono le persone che intravediamo dalla nostra barca, all’alba sono già tutti svegli a trafficare nelle loro piccole palafitte sull’acqua che a me sembrano tanto instabili e decadenti. C’è sempre qualcosa di oscuro nell’osservare la vita delle persone come un’attrazione turistica, eppure noi viaggiamo per conoscere, oltre le apparenze. Per noi il Mekong è un sogno da realizzare, un luogo da visitare, per loro è casa, la loro vita ruota attorno a quell’acqua.

Tre giorni nel Mekong Delta

Alle 6.15 siamo già al mercato di Cai Rang, sono tutti già indaffarati nella compravendita di alimenti freschi. La nostra guida ci spiega che qui di solito si compra all’ingrosso, almeno un paio di chili alla volta e non si contratta perché il prezzo è già buono: se cerchi di abbassarlo, probabilmente ti daranno la merce più scadente.

Diario di viaggio Delta Mekong Vietnam

Il mercato è pieno di barche che vagano in direzioni diverse, ci sono quelle più grandi, che vendono, e quelle più piccole, che acquistano. Questo continuo movimento disordinato è la tipica immagine che ho in testa quando penso all’Asia, è un’immagine familiare che continua ad affascinarmi.

Mekong cosa vedere - Mercato galleggiante Cai Rang

Ci sono anche delle barchette piccole che vendono al dettaglio, c’è chi vende Pho per la colazione (la tipica zuppa di noodle vietnamita), chi vende bibite, chi frutta. Si avvicinano, legano le loro barche alla nostra e ci chiedono se vogliamo qualcosa. Così ci ritroviamo su una barchetta circondata da tantissime altre imbarcazioni, nel bel mezzo del Mekong, a mangiare un ottimo Pho. È sempre in questi momenti bizzarri che ritrovo la meraviglia per i viaggi e per la vita. Grazie alla nostra guida riusciamo a parlare con la signora che vende la zuppa, ogni ciotola costa solamente 50 centesimi e ogni mattinata ne vende da 80 a 100 porzioni.

Mekong Delta diario di viaggio

Dopo aver visitato una fabbrica di noodles di riso, torniamo sull’acqua e saliamo su un’imbarcazione più grande dove poter mangiare l’ananas appena tagliato. La maggior parte del gruppo si siede sul tetto, ma è ormai tutto pieno, quindi la nostra guida apre gli sportellini di legno della piccola barca, ci fa segno di entrare e ci spiega che quella barca è la casa della signora, che vive sui sacchi impilati ai lati della barca, ha un piccolo spazio all’aperto che usa come cucina improvvisata e un sistema per pulire l’acqua, che raccoglie direttamente dal Mekong. Più viaggio, più mi rendo conto dell’immensa fortuna che ho. Proseguiamo il tour con una visita al mercato locale, il ragazzo che ci guida è bravissimo anche se giovanissimo e ci spiega tanto sulla vita quotidiana delle persone e sulla cultura vietnamita.

A fine tour torniamo all’homestay, inizio a non sentirmi bene quindi torno nel nostro bungalow di legno e foglie di palma e mi butto a letto, mentre Dani prende una bici e vaga per la foresta. Poi pranziamo al volo, i ragazzi ci riportano con i loro motorini, di nuovo senza casco, al ponte dove siamo arrivati, è un peccato doverli già salutare, vorremmo poter rimanere di più con loro, ma il nostro autobus per Cai Be, prenotato per noi dai ragazzi dell’homestay la mattina stessa, ci sta aspettando.

Cai Be

Visto che continuo a non sentirmi bene abbiamo prenotato un lodge con la piscina che dà sul Mekong e infatti è lì che ci buttiamo appena arrivati. Dani ride e mi dice: “Siamo diventati due turisti”, e infatti dentro di noi sentiamo la mancanza del bungalow della notte precedente, del nostro lettino sporco con la rete anti-zanzare attorno, senza comodità ma bello proprio per quello, per essere così autentico e disperso nella natura. Qui nel resort ci sono tantissime stanze, tanti turisti, tanto rumore; nell’altro invece eravamo circondati solo da gechi, sentivamo solamente i rumori della natura.

tre giorni Delta Mekong Vietnam
La nostra piscina sul Mekong!

I viaggiatori all’avventura che sono in noi si ribellano. Ho sempre pensato che fosse stupido distinguere viaggiatori e turisti, ognuno viaggia a modo suo e se non avessimo dormito qui stanotte ci saremmo persi una delle viste più belle di tutto il viaggio. Dopo una nuotata e un giro in bicicletta per i dintorni, infatti, ceniamo con un bellissimo tramonto sul Mekong. Facciamo appena in tempo per poter godere degli ultimi attimi in cui il verde e il marrone che predominano il panorama acquistano i colori del sole.

Mekong

L’isola di Tan Phong

Al posto di visitare mercato galleggiante di Cai Be (che sappiamo essere ormai diventato molto piccolo), la mattina seguente riprendiamo le biciclette e partiamo all’esplorazione dell’isoletta di Tan Phong. Quest’isola è la zona più rigogliosa che abbiamo incontrato sul Mekong, oltre a tantissimi alberi da frutta ci sono anche piante e fiori, è tutto colorato. L’isola è famosa soprattutto per la coltivazione di rambutan, un frutto simile al litchi, infatti sul traghetto è pieno di motociclette che trasportano cesti colmi di rambutan a Cai Be.

Delta Mekong, da vedere: Tan Phong

Siamo praticamente gli unici turisti su tutta l’isola, passiamo davanti alle case e i bambini ci gridano “hellooooo!” muovendo le manine per salutarci. Mentre pedaliamo troviamo un monastero, all’ingresso c’è un monaco che parla inglese e che ci racconta brevemente del monastero, che è dedicato al Buddha della meditazione.

Finiamo il nostro giro e mentre aspettiamo il traghetto per ritornare al lodge una signora dietro di me mi chiama toccandomi la spalla e mi dà in mano un rametto di frutta, facendomi segno di mangiarla, poi insiste per darmene un altro. Dani tira fuori il portafoglio per pagargliela ma lei ci sorride e ci fa segno di no, le sorrido e la ringrazio con l’unica parola che ho imparato in vietnamita: Cám ơn! Ogni popolo è diverso, ogni popolo è considerato più o meno civile secondo standard prettamente soggettivi, ma questi momenti mi riempiono sempre il cuore, mi chiedo a quanti italiani sia mai venuto in mente di regalare del cibo a dei perfetti sconosciuti con cui non si riesce nemmeno a comunicare.

Tan Phong itinerario Mekong Delta Vietnam

Questo è il bello del viaggiare da soli, questi brevi incontri casuali sono ciò che fanno la differenza in ciascun viaggio. Sono i ricordi che custodiamo più preziosamente, sapere di essere riusciti ad entrare in contatto con persone dalla cultura diametralmente opposta alla nostra, ma curiose come noi.

Il viaggio della speranza: Cai Be – My Tho

Dopo Cai Be decidiamo di raggiungere Ben Tre, ma per farlo dobbiamo prima raggiungere My Tho con un autobus pubblico. L’unico che troviamo è un pullmino sgangherato e vuoto che non ispira molta fiducia: i gradini per salire sono rotti, così come le poltrone. Per fortuna salgono altre signore anziane, paghiamo il nostro biglietto a meno di 1€ a testa e partiamo.

Il viaggio in autobus si rivela un viaggio nel viaggio, un mondo a sé stante. In un’ora e mezza salgono e scendono un sacco di persone, al volo. L’autobus infatti rallenta ma non si ferma mai e l’addetta ai biglietti accompagna le persone che scendono e tira su quelle che salgono, sempre in movimento. Nell’autobus ci siamo solo noi e delle signore vietnamite anziane, che continuano a fissarci e probabilmente si chiedono (giustamente) cosa ci facciamo lì. C’è chi sale con grandi borse della spesa o grossi scatoloni e c’è una signora che durante il tragitto vende street food in contenitori di polistirolo agli altri passeggeri, finché chiude tutto e scende.

Questi per noi rimarranno sempre i momenti più divertenti e autentici di ogni viaggio. Gli altri spostamenti erano stati fatti con autobus privati e nuovi di zecca, qui invece abbracciamo fino in fondo la quotidianità degli altri passeggeri e abbiamo la fortuna di poterne condividere un tratto.

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L’autobus pubblico da Cai Be a My Tho

Ben Tre

Dopo un’ora e mezza di sobbalzi arriviamo a My Tho, dove prendiamo un taxi per raggiungere la nostra homestay a Ben Tre, in mezzo alla vegetazione del Mekong. Ci accoglie il signor Thai, un ex traduttore e un signore molto particolare che appena arrivati ci riempie di frutta raccolta al momento dagli alberi del cortile, oltre a farmi una coroncina e un anello con i fiori.

Itinerario tre giorni Mekong Vietnam
La nostra bellissima homestay!

Dopo esserci riempiti di frutta prendiamo le biciclette e torniamo a vagare senza meta in quella regione così affascinante. Seguiamo i sentieri senza una vera logica, inseguendo gli angoli che ci sembrano più belli. Attraversiamo i piccoli ponti, ci fermiamo a osservare i piccolissimi canali del Mekong. Questa regione è meravigliosa. Ben Tre è probabilmente il posto che ci è piaciuto di più di tutta la regione e se state decidendo cosa vedere nel Delta del Mekong vi consigliamo di inserirlo nel vostro itinerario. Le piccole strade che percorriamo sono circondate da palme e banani, ogni tanto ritroviamo qualche ramo del Mekong che ci scorre di fianco o da attraversare tramite i classici piccoli ponti di pietra.

La sera ceniamo con il tradizionale pesce del Mekong in agrodolce, cucinato dalla moglie di Thai. Anche poter assaggiare un piatto cucinato in casa è una grande fortuna che questo tipo di viaggi permette di fare, immagino sia come per un turista finire a pranzo dalle nostre nonne (o quasi).

pesce tipico del Mekong
Il pesce tradizionale del Mekong

Nel nostro ultimo giorno nel Delta del Mekong prendiamo parte ad un tour privato con un signore di ben 78 anni che, prima di iniziare, ci porta a casa sua. Ci fa una breve lezione di vietnamita, ci fa conoscere la moglie e ci fa entrare in casa, dove ci mostra la foto del loro matrimonio e dei loro figli. I Vietnamiti mi hanno davvero sorpreso, è la prima volta che trovo un popolo così aperto a condividere, a raccontarsi. A questo punto inizia il vero tour, che prevede una parte in bicicletta ad esplorare la fitta vegetazione di Ben Tre. La nostra guida ci spiega tutto sulla vita di chi abita lì ed incontriamo anche una sua studentessa di inglese, con cui ci fermiamo a fare quattro chiacchiere. È bello poter entrare davvero nelle vite di queste persone anche se per poco tempo.

Itinerario tre giorni Delta Mekong - Ben Tre

Dopo il giro in bicicletta arriva il tanto atteso tour in barca. Saliamo su una piccola imbarcazione in legno e navighiamo lungo il Mekong, per poi addentrarci nei canali più piccoli. Se il Mekong affascina per la sua portata, questi canali accompagnati, sulle sponde, dalle palme sono qualcosa di meraviglioso. Il Mekong è esattamente come lo avevamo immaginato, esattamente come lo abbiamo visto nei film sulla guerra. Fa strano confrontare tutto ciò che è successo proprio lungo questi canali e tutte le mine ancora inesplose che si trovano sotto il terreno con la pace e la tranquillità che stiamo sentendo e respirando.

Tre giorni sul Mekong

Ad un certo punto scendiamo dalla barca, facciamo un piccolo tratto a piedi e risaliamo su una barca più piccola, la tradizionale barca a remi. A guidarla è una signora che rema con i piedi, nella barca invece c’è un cappello a disposizione per farsi le foto: eccola, l’immancabile trappola turistica! Una cosa che abbiamo capito in Vietnam è che anche se cerchi di fare le cose da solo, ti ritroverai comunque a visitare gli stessi luoghi che toccano i tour organizzati. Nonostante la delusione iniziale, il tratto è talmente meraviglioso che non si può far altro che sorridere dalla felicità e goderselo. Siamo comunque da soli in mezzo al Mekong e questo non può che farci sentire felici e fortunati.

Mekong tour in barca

Dopo il pranzo sempre ottimo e abbondante cucinato dalla moglie di Thai è ora di salutarli e tornare ad Ho Chi Minh, con l’ennesimo Futabus.

Ha senso visitare il Delta del Mekong in autonomia?

Per tutto il tempo sul Mekong mi sono chiesta: e se ci stessimo perdendo le cose più belle? Se avessimo sbagliato a decidere cosa vedere in una regione tanto grande? E se non riusciamo a fare il giro in barca nei canali tanto atteso? Poi ho capito che tutto ciò che ci hanno regalato questi tre giorni sul Mekong non ha paragone con qualsiasi cosa avrebbero potuto portarci a vedere i tour organizzati.

Abbiamo conosciuto persone meravigliose, abbiamo visitato zone in cui eravamo i soli turisti e sapere di aver vissuto l’autenticità di ciò che visitiamo ci ripaga di tutto, perché in fondo viaggiamo per conoscere, non necessariamente per vedere le cose più belle. Ma dopotutto questa zona è talmente bella che ovunque si va c’è sempre qualcosa che lasci a bocca aperta e in qualsiasi modo si decida di visitarla ne vale sempre la pena.

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