Prime impressioni su Dublino: le due facce della città

Temple Bar

Sono passati quattro giorni da quando abbiamo lasciato Dublino e ancora non trovo le parole per descrivere questa città. Sono contraddetta, confusa.

Dublino è una città che ho sempre voluto visitare, senza nemmeno un motivo preciso. Qualche anno fa mi ci ero semplicemente fissata, volevo a tutti i costi vedere Dublino e Stoccolma. Poi le circostanze mi hanno portata altrove e me ne sono quasi dimenticata.

Quando Dani mi ha proposto di provare l’esperienza di workaway in Irlanda, però, mi si è accesa una lampadina: Dublino!

Grafton Street Dublin
Grafton Street

Ho sempre immaginato Dublino come una città piccola ma intensa, concentrata, ricca di viette fotogeniche, di pub in cui bere birra e conoscere nuove persone, ma anche di cose importanti da visitare. Le aspettative erano molto, molto alte.

Non abbiamo avuto molto tempo per visitare la città, circa due giorni e mezzo, ma credo che siano stati sufficienti per farmi un’idea.

Tutto era esattamente come me l’ero immaginato: sconosciuti che attaccano bottone davanti a una pinta, porticine e muri colorati, la musica tradizionale gaelica che invade tutta Temple Bar, vasi di fiori appesi ovunque e tanta allegria. Tante cose da visitare che, nonostante i prezzi un po’ alti, non mi hanno delusa: la meravigliosa cattedrale di San Patrizio, l’immensa Long Room del Trinity College, l’imponenza della Christ Church Cathedral.

St Patrick Cathedral
St. Patrick’s Cathedral

Ho adorato camminare per le vie piene di vita, di storia, di negozi e di artisti di strada. Ecco, trovare ragazzi (una volta due anziani!) muniti di microfono, chitarra e quant’altro è stata una delle sorprese che ho apprezzato di più. Amo la musica e poterla sentire dal vivo mentre visito le città dà quel tocco di magia che nient’altro sa dare. Dublino è una città d’arte e cultura senza tempo, accoglie ogni forma d’arte, dai murales ai quadri della National Gallery of Ireland. Non per niente Dublino è stata la città natale di Oscar Wilde, James Joyce, Jonathan Swift, ma anche di Bono, Ronan Keating e Danny O’Donoghue, il cantante dei The Script.

Street Art Dublin

Statua di Oscar Wilde
Statua di Oscar Wilde

E poi i parchi. In mezzo alle vie dello shopping, a un passo dalla confusione, trovi questi bellissimi parchi incredibilmente verdi con scoiattoli che si arrampicano sugli alberi e papere che escono dai laghetti in cerca di cibo. Come un mondo a parte, in cui le persone smettono per un attimo di correre e si fermano ad ammirare la bellezza che li circonda.

St. Stephen's Greene
St. Stephen’s Greene

Dublino è la città dove hai tutto a portata di mano.

Eppure, ci sono cose di questa città che non mi sono piaciute per niente.

Per prima cosa, la sporcizia. Le strade sono sporche e non è difficile trovare bottiglie rotte sui marciapiedi. Così come non è difficile imbattersi in persone ubriache alle nove di mattina o altri ubriachi addormentati in qualsiasi angolo della strada.

Un pomeriggio, dopo aver camminato tutta la giornata, eravamo in cerca di un parco dove poterci riposare un attimo prima di ripartire. Ne abbiamo trovato uno, ma vicino ai bambini che correvano e giocavano felici su scivoli e altalene, c’erano delle persone palesemente ubriache con delle bottiglie di birra in mano.

Ci sono delle viette bellissime e pulite, poi giri l’angolo e ti sembra di stare nel Bronx.

Un giorno stavamo camminando per la via principale e abbiamo visto che c’era un piccolo mercato. Noi adoriamo i mercati. Abbiamo preso quella via e tra una bancarella e l’altra ho notato una signora in carrozzina dalla faccia abbattuta. Stava seduta sulla sua carrozzina, ferma, in mezzo al marciapiede vicino ad un cassonetto della spazzatura. Ho avuto compassione. Subito dopo, però, ho visto che si è alzata all’arrivo di un signore, ha frugato nel cassonetto e gli ha porto una piccola busta in cambio di denaro. Un signore vicino a lei chiedeva ai passanti se avessero bisogno di tabacco.

Ecco, questa è la Dublino che non mi aspettavo, ed è ad un passo da quel quadretto idilliaco che mi ero immaginata per anni.

 

Dublino è una città che ho amato e odiato allo stesso tempo. Amato per la sua vitalità, per i colori, per quel senso di allegria che ti dona ovunque tu sia. E poi l’ho odiata, per quei pochi momenti che hanno rovinato tutto, per quei suoi lati oscuri che vorrei eliminare. E allora sì, sarebbe una città da amare alla follia.

Temple Bar
Temple Bar

 

 

8 Risposte a “Prime impressioni su Dublino: le due facce della città”

  1. Mi hai fatto rivivere proprio la Dublino che ricordavo (quei piccoli flash che porto tutt’ora nel cuore), ma allo stesso tempo mi hai aperto gli occhi su quella parte che, forse, una piccola quindicenne incantata, non aveva nemmeno percepito.
    Buona continuazione 😘

    1. Sono contenta 😊 forse è stato meglio così, vedere solo il buono. Grazie 💕💕

  2. Nonostante tu ci sia stata solo pochi giorni hai saputo descriverla alla perfezione! È esattamente quello che penso io ogni singolo giorno 😊

    1. Ma grazie 😍😍😍 Io e Dublino abbiamo avuto un buon feeling da subito, ci sono città che non capirei nemmeno se ci stessi un mese ed altre che mi arrivano dritte al petto.

  3. Io ci ho vissuto per un anno e mezzo e confermo tutto quello che hai scritto!! Ma non sai quanto mi manca … Dublino e´ una citta´ strana: tutte le persone che ci sono state o l´ Hanno odiata o l´ Hanno amata, non ho mai sentito la via di mezzo.
    Spero solo di ritornarci al piu´ presto: io sono una di quelle l´ha adorata, appena sono scesa dall´ aereo.

    1. Anche io l’ho amata ancora prima di arrivarci, il mio ragazzo invece l’ha odiata. Però è davvero un peccato per quei suoi lati negativi, perché il resto è uno spettacolo!

  4. […] solo la parte britannica dell’isola, una scappata a Dublino è d’obbligo. Puoi leggere qui  le mie impressioni sulla città, secondo me una tappa imperdibile per entrare nello spirito […]

  5. […] passato i primi giorni a Dublino, poi col treno siamo arrivati ad una stazione vicina a Banbridge, dove Barbara è venuta a […]

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