La nostra esperienza di workaway: viaggiare, lavorare, imparare.

La nostra esperienza con Workaway non è iniziata nel migliore dei modi. Anzi, diciamo che non è nemmeno iniziata, non quando era previsto almeno. Per chi non lo sapesse, Workaway è un portale tramite il quale si può lavorare in cambio di vitto e alloggio.

Avevamo scelto di lavorare in una villa del Settecento nei pressi di Cork, in Irlanda, per quattro settimane. Lì avremmo dovuto aiutare a tenere ordinato il giardino, tenere pulita la villa e qualche altro lavoretto legato alla loro attività alberghiera. Nei weekend avremmo visitato la parte meridionale dell’isola e l’ultima settimana avremmo noleggiato una macchina e visitato il nord, per poi ripartire da Belfast.

Almeno questi erano i piani.

Hanno iniziato ad incrinarsi quando abbiamo scoperto che per noleggiare un’auto bisognava avere almeno 25 anni, oppure essere ricchi e pagare giusto quei 30 euro al giorno di soprattassa.

Alla fine questi piani sono saltati. Due giorni prima della partenza.

Ebbene sì, nemmeno 40h prima del nostro volo la simpaticissima proprietaria di questa villa ci ha scritto che avevano già due workawayers che hanno chiesto di poter restare di più e lei gli ha risposto di sì, perciò non c’era abbastanza lavoro per tutti e poteva offrirci di rimanere solo per una settimana, mentre trovavamo un’altra sistemazione.

Ora capite perché questo blog si chiami travel misadventures.

Dopo un attimo di panico abbiamo stravolto i piani decidendo di non partire il giorno dopo, di trovare un’altra opportunità di workaway per due settimane e di concentrarci solamente in Irlanda del Nord, tenendo il biglietto di ritorno da Belfast.

Abbiamo iniziato subito a scrivere messaggi a chiunque spiegando la situazione e abbiamo anche ricevuto alcune risposte gentili come quella di una signora che ci offriva posto finché non avremmo trovato qualche host disponibile.

Nonostante l’arrabbiatura iniziale, ci tenevamo molto a provare questa esperienza.

Alla fine abbiamo ricevuto una risposta positiva da una coppia di signori, Barbara e Oliver, che vivevano sperduti nel nulla in un paesino di nome Banbridge, non lontano da Belfast. Abbiamo accettato senza esitare e comprato dei biglietti nuovi a pochi euro.

I nostri zaini erano già pronti e noi non vedevamo l’ora di partire.

Abbiamo passato i primi giorni a Dublino, poi col treno siamo arrivati ad una stazione vicina a Banbridge, dove Barbara è venuta a prenderci.

Come gli ultimi saranno i primi, gli sfigati saranno i fortunati. Siamo stati da subito contenti di come erano andate le cose, di essere finiti lì, di poter aiutare delle persone dal cuore d’oro, che ci hanno trattato fin dal primo giorno come se fossimo parte della famiglia.

esperienza workaway

Abbiamo mangiato assieme dell’ottimo fish and chips, gli abbiamo cucinato dei piatti italiani e loro ci hanno preparato i piatti tradizionali irlandesi. Abbiamo imparato moltissimo sulla storia travagliata di quel paese, assistito alle loro testimonianze. Abbiamo preso con loro il te delle cinque con scones fatti in casa, torta di frutta e shortbread (ovvero una torta fatta per l’80% da burro).

Abbiamo guidato per ore tra le colline irlandesi e le loro strade strette e dissestate che curavano tra campi immensi d’erba su cui pascolano felici pecore e mucche. Abbiamo ascoltato con loro le notizie del telegiornale sulla Brexit e capito quali sono i rapporti con il resto del Regno Unito, abbiamo guardato bruciare un mega falò fatto con tutte le cose da buttare. Ma soprattutto abbiamo riso tanto, perché gli irlandesi sono così, una battuta ci scappa sempre.

E tutto questo, quest’esperienza dai mille insegnamenti, solo in cambio di un po’ di aiuto a sistemare la loro vecchia fattoria in disuso, portare a spasso Buff (un tenerissimo cagnolino) e dare una mano nell’orto.

Siamo persone che si adattano a tutto, anche se per Dani, che faceva lavori pesanti, alcuni pasti a base di insalata e altre verdure del loro orto a cui era allergico sono stati un incubo, così come la quasi totale mancanza di carne. Solo una volta gli si sono illuminati gli occhi alla vista di due salsicce.. finché abbiamo scoperto che erano per il cane.

Raccogliendo uva spina

Abbiamo intrapreso quest’avventura col sorriso sul volto, divertendoci come dei bambini a spalare il fieno, correre nei campi con Buff e fare le gare con la carriola. Abbiamo cercato di assimilare il più possibile della loro cultura, di imparare da loro la capacità di sorridere anche quando non va tutto bene.

Queste non sono esperienze perfette, ma sono quelle che possono insegnare molto se le si affronta con entusiasmo e curiosità.

 

1 commento

  1. […] Avete presente quella scena dove la famiglia Stark trova i cuccioli di lupo? Ecco, quella è stata girata nel Tollymore Forest Park, un parco nazionale in Irlanda del Nord. Sempre in questa foresta è stata girata la primissima scena di tutta la stagione, in cui vengono trovate persone letteralmente fatte a pezzi. Questo parco poco conosciuto l’abbiamo potuto visitare grazie ai signori che ci ospitavano durante la nostra esperienza di workaway. […]

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